Recensioni

Antonella Murella

Rocco Paci, pittore contemporaneo, nasce nell’officina del suo stesso paese, sa contrapporre la forza di uno stile semplice, forte e luminoso. Con la sua arte naif traduce la realtà semplice dell’ambiente in cui vive. Paci ha la capacità di trasporre su tela le pulsioni vitali della natura, con colori forti e pennellate astratte, arricchendola della propria e dolente umanità: pennellate brevi, massima spontaneità, assenza di disegno.

I colori della primavera esplodono in alcune sue tele e seguono liberi una loro realtà trasfigurata. I suoi soggetti preferiti sono gli alberi, i prati, i fiori e le case, come se solo in essi riuscisse a trovare il mistero della vita. Dipinge scorci di paesi arroccati in alto. Tutti i suoi soggetti sono dominati da un cielo mai azzurro, ma colorato come quello di un bimbo che disegna continuamente una favola. I suoi cieli non hanno nuvole né uccelli. Ama raffigurare una realtà umile, ma ricca di atmosfera, a volte fiabesca: Il castello, la torre…sospesa sul mare.

                                                                                          Antonella Murella

                                                                                         (Gallerista e pittrice)




Arch. Carmelo Montagna

Rocco Paci, pittore spontaneo che non va alla ricerca dei particolari ma coglie l’essenziale.

Nelle sue due opere “emporio natalizio e il gatto di natale” c’é una istintività e una spontaneità che chiudono un mistero domestico che aspettano qualcosa che sta avvenendo, questo qualcosa è l’avvento della festività natalizia per le vie di una città improbabile fatta di architetture improbabili e di colori sicuramente non reali, con una spontaneità direi primordiale, testimonianza di questo la presenza di quel gatto, molto spiritoso anche il titolo e sicuramente affascinante.

Il gatto rappresenta questa dimensione primordiale, questa dimensione pre-razionale della realtà che lo differenzia dal cane, perché l’addomesticamento del gatto è sempre stato molto più problematico. Il gatto ha sempre qualcosa di misterioso, tanto è vero che stà guardanto fuori dall’opera, lui sa che c’é un mistero in questo, magari è in possesso della chiave di lettura ma non può comunicarla perché il dialogo con lui può avvenire solo guardandosi negli occhi.

Attraverso la finestra si vede un paesaggio che è quello natalizio, ma è universale perché non appartiene a nessun luogo e a nessuna epoca in particolare.

                                                                         Arch. Carmelo Montagna